Storia della Innocenti - Andrea Gallazzi


I. FERDINANDO INNOCENTI, IMPRENDITORE
II. COME ERA

III. EVOLUZIONE A LIVELLO NAZIONALE DELL'IMPRESA
IV. LA PRODUZIONE BELLICA
V. LA INNOCENTI SAFTA
VI. LA RICONVERSIONE DELLA PRODUZIONE
VII. RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE – GENESI DELLA LAMBRETTA
VIII. LA SVOLTA AUTOMOBILISTICA e GLI ANNI ‘60
IX. L’INNOCENTI : VICENDE DEGLI ANNI ‘60
X. LA GESTIONE BRITISH LEYLAND
   XI. IL CROLLO DELLA GESTIONE LEYLAND
XII. LA GESTIONE DE TOMASO

XIII. L’AVVENTO DELLA GESTIONE FIAT
XIV. LA FINE

 XI. IL CROLLO DELLA GESTIONE LEYLAND


La nuova gestione Leyland Innocenti, con un organico di 4000 dipendenti circa, non sembra raggiungere risultati tangibili: durante i primi due anni la produzione si mantenne su un livello discreto, ma vengono compiuti errori revisionali che portano, tra l’altro, all’assunzione di personale, che si rileva eccedente quando la crisi petrolifera causerà il crollo del mercato.

L’azienda alla fine del 1974 proclama lo stato di crisi e richiede la riduzione dell’organico (circa 1600 lavoratori) e l’aumento della produttività, assicurando che la soluzione garantirà la produzione per circa due anni; le organizzazioni sindacali tuttavia respingono la richiesta motivando la decisione con la necessità di difendere l’occupazione e di impedire che altre aziende, con il pretesto della ristrutturazione, impongano ulteriori licenziamenti.

La decisione della Leyland di abbandonare l’attività è rafforzata, oltre che da difficoltà di mercato (dovute al momento congiunturale), dallo stato di arretratezza degli impianti e della tecnologia della fabbrica, ma in particolare dal progetto di ristrutturazione presente nell’intero gruppo Leyland. Nel novembre del 1975, dopo lunghe trattative senza risultati con il Governo, il consiglio di amministrazione della Leyland Innocenti decide la liquidazione dell’azienda.

Gli operai, appoggiati dalle organizzazioni sindacali, proclamano il presidio permanente di fabbrica, che spiegano con il timore di una probabile, imminente, chiusura della stessa.

Viene richiesta al governo una proposta per il rilancio dell’Azienda che preveda:

un progetto di riconversione della produzione coerente con gli obiettivi di una seria programmazione nel settore del trasporto pubblico;

la salvaguardia dell’unità produttiva;

la salvaguardia dell’occupazione.

Le soluzioni del governo sono:

passaggio dello stabilimento di Lambrate ad un gruppo giapponese per la produzione di vetture di media cilindrata;

inserimento della Innocenti nel gruppo Fiat per la produzione di veicoli commerciali ad uso polivalente.

La prima soluzione viene messa da parte mentre le organizzazioni sindacali si riservano di esaminare con attenzione il progetto Fiat, che prevede una attuazione entro 3 anni con interventi di denaro pubblico per circa 240 miliardi e una diminuzione di organico particolarmente nell’aria impiegatizia.

La discussione nel frattempo si trasferisce dal Ministero del Lavoro a quello dell’Industria dove viene avanzato e si concretizza il progetto dell’industriale italo-argentino De Tomaso (proprietario tra l’altro della De Tomaso(produttore di automobili di alto rango) e della Benelli (storico produttore di motociclette)) che prevede:

rilevazione di tutto il personale proveniente dalla Leyland Innocenti che è stato assunto precedentemente dalla società IPO-GEPI

ripresa del lavoro entro 4 mesi da parte di almeno 2500 – 2600 dipendenti per la produzione di auto modello Mini 90-120 in quantità di almeno 40.000 autovetture l’anno

messa in Cassa Integrazione dei restanti lavoratori

inizio della produzione di motociclette da 350 e 500 cm3 a partire dal II anno dalla sigla dell’accordo con il reimpiego dei lavoratori fino a raggiungere le 3600 unità

completamento del piano, con previsione di produzione di veicoli di uso polivalente a piccola cilindrata per il raggiungimento di una occupazione di circa 4000 dipendenti

stanziamento di mezzi finanziari da parte dello Stato per l’attuazione del piano di ristrutturazione;

organizzazione di corsi di riqualificazione del personale posto in cassa integrazione con il finanziamento del Ministero del Lavoro e della Regione Lombardia.

Il 18 marzo 1976 viene firmato l’accordo (*si allega parte del contratto*) con il quale la Innocenti passa di proprietà a De Tomaso. Il contratto prevede anche il rinnovamento di parti marginali dello stabilimento di Lambrate.

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