Nel 1984 un importante quota azionaria della Nuova Innocenti viene
ceduta da Alejandro De Tomaso al Gruppo Fiat che si promette di far
ricorso agli stabilimenti di Lambrate, ormai sottoutilizzati che
ospitano solo la produzione delle diverse versioni della MiniTre e della
Maserati Biturbo, per produrvi alcuni modelli Fiat di piccola
cilindrata. In seguito agli accordi del 1984 la Nuova Innocenti cambia
denominazione una ulteriore volta e viene chiamata “Innocenti
Commerciale S.p.A.”. La Innocenti Commerciale lavora solo nel campo
delle attività commerciali. Le attività produttive confluiscono nelle
“Officine Alfieri Maserati” denominata poi, semplicemente, “Maserati”.
L’attività nella vecchia
fabbrica di Lambrate continua anche dopo il 1984. La Maserati Biturbo
prodotta a Lambrate è costantemente affinata, ma nonostante le migliorie
non è un prodotto altamente competitivo. Il problema principale è che
gli operai della Innocenti negli anni ’80, risolta la maggior parte dei
problemi sindacali, era abituata a far bene il proprio lavoro: e il
lavoro degli operai Innocenti era quello di produrre bene utilitarie, e
mal si conciliava con l’attenzione richiesta dagli assemblaggi di una
Maserati, vettura notoriamente di alto rango, alla quale venivano
criticate pecche di assemblaggio, oltre a una scarsa affidabilità
generale. Nel 1990 anche il 49% della Maserati (ovvero le attività
produttive della ex Innocenti) confluiscono nel Gruppo Fiat.
I modelli degli anni ’90:
Small 500 e 990.
La Mini di Bertone passa con
una pelle praticamente immutata anche attraverso la gestione De Tomaso.
Un ciclo di vita niente male per un modello studiato nel 1969! La
gestione Fiat non fa altro che rinnovare un po’i soliti dettagli di
carrozzeria e rinnovare l’accordo per la fornitura di propulsori e
trasmissioni con la Daihatsu. Nascono così le Small. La Small 500 monta
un nuovo motore di 650 cm3, e si posiziona come alternativa
supereconomica tanto da divenire l’auto meno cara presente sul mercato
Italiano nel 1993. Il tentativo di miglioramento si fa invece sulla 990.
Gli ingegneri della Innocenti da tempo pensavano a un progetto di “Mini
lunga”, eventualmente per potere adottare la configurazione a 5 porte
che negli anni ’90 era diventata attuale anche sulle utilitarie di
classe “mille”. La 990, pur mantenendo la carrozzeria a tre porte si
presentava come la versione di Bertone leggermente allungata e resa più
aerodinamica da qualche intervento al padiglione. Il risultato estetico
era accettabile, ma non brillante come quello che 20 anni prima aveva
permesso alla Innocenti di continuare a produrre sostanzialmente per 4
lustri modelli con la stessa carrozzeria. Il tentativo di ringiovanire
la Mini che ormai della Mini originaria aveva perso anche il nome aveva
portato l’Innocenti ad adottare sulle nuove vetture dotazioni di serie
soddisfacenti (interni in panno, alzavetri elettrici, aria condizionata
a richiesta sulla 990, verniciature bicolore) nella speranza che
potessero supplire ai limiti di un progetto “anziano”. In effetti la 990
non ebbe il successo sperato, mentre la Small 500, con la carrozzeria di
Bertone non modificata e con una filosofia molto utilitaria, simile a
quella che aveva contraddistinto la MiniTre e la 650 continuava a
vendere sufficientemente.


Immagine pubblicitaria per il lancio della 990 e la Small 500
L’ultima Small e l’ultima 990
escono dalle catene di Lambrate il 31 marzo del 1993. Le ore 17.30 di
quel giorno segnano la chiusura definitiva degli stabilimenti di
Lambrate, ormai integralmente passati al gruppo Fiat. I dipendenti della
vecchia Innocenti vengono riassorbiti dalle amministrazioni comunali o
rimangono cassaintegrati fino al raggiungimento dell’età minima
pensionabile.
Il 31/3/93 segna quindi il
momento della fine della produzione dello storico stabilimento di Viale
Rubattino a Milano che operava dal 1935. Diversi progetti di
smantellamento e riutilizzo dell’area industriale Innocenti sono stati
analizzati dalle amministrazioni comunali, ma nessuno ha ancora preso
piede.
Nello stesso anno De Tomaso
che deteneva ancora parte del pacchetto azionario della Innocenti viene
colpito da Ictus e per salvare la Maserati cede in blocco tutto il
complesso Maserati Innocenti alla Fiat Auto.
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