Storia della Innocenti - Andrea Gallazzi


I. FERDINANDO INNOCENTI, IMPRENDITORE
II. COME ERA

III. EVOLUZIONE A LIVELLO NAZIONALE DELL'IMPRESA
IV. LA PRODUZIONE BELLICA
V. LA INNOCENTI SAFTA
VI. LA RICONVERSIONE DELLA PRODUZIONE
VII. RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE – GENESI DELLA LAMBRETTA
VIII. LA SVOLTA AUTOMOBILISTICA e GLI ANNI ‘60
IX. L’INNOCENTI : VICENDE DEGLI ANNI ‘60
X. LA GESTIONE BRITISH LEYLAND
XI. IL CROLLO DELLA GESTIONE LEYLAND
XII. LA GESTIONE DE TOMASO

   XIII. L’AVVENTO DELLA GESTIONE FIAT
XIV. LA FINE

 XIII. L’AVVENTO DELLA GESTIONE FIAT


Nel 1984 un importante quota azionaria della Nuova Innocenti viene ceduta da Alejandro De Tomaso al Gruppo Fiat che si promette di far ricorso agli stabilimenti di Lambrate, ormai sottoutilizzati che ospitano solo la produzione delle diverse versioni della MiniTre e della Maserati Biturbo, per produrvi alcuni modelli Fiat di piccola cilindrata. In seguito agli accordi del 1984 la Nuova Innocenti cambia denominazione una ulteriore volta e viene chiamata “Innocenti Commerciale S.p.A.”. La Innocenti Commerciale lavora solo nel campo delle attività commerciali. Le attività produttive confluiscono nelle “Officine Alfieri Maserati” denominata poi, semplicemente, “Maserati”.

L’attività nella vecchia fabbrica di Lambrate continua anche dopo il 1984. La Maserati Biturbo prodotta a Lambrate è costantemente affinata, ma nonostante le migliorie non è un prodotto altamente competitivo. Il problema principale è che gli operai della Innocenti negli anni ’80, risolta la maggior parte dei problemi sindacali, era abituata a far bene il proprio lavoro: e il lavoro degli operai Innocenti era quello di produrre bene utilitarie, e mal si conciliava con l’attenzione richiesta dagli assemblaggi di una Maserati, vettura notoriamente di alto rango, alla quale venivano criticate pecche di assemblaggio, oltre a una scarsa affidabilità generale. Nel 1990 anche il 49% della Maserati (ovvero le attività produttive della ex Innocenti) confluiscono nel Gruppo Fiat.

I modelli degli anni ’90: Small 500 e 990.

La Mini di Bertone passa con una pelle praticamente immutata anche attraverso la gestione De Tomaso. Un ciclo di vita niente male per un modello studiato nel 1969! La gestione Fiat non fa altro che rinnovare un po’i soliti dettagli di carrozzeria e rinnovare l’accordo per la fornitura di propulsori e trasmissioni con la Daihatsu. Nascono così le Small. La Small 500 monta un nuovo motore di 650 cm3, e si posiziona come alternativa supereconomica tanto da divenire l’auto meno cara presente sul mercato Italiano nel 1993. Il tentativo di miglioramento si fa invece sulla 990. Gli ingegneri della Innocenti da tempo pensavano a un progetto di “Mini lunga”, eventualmente per potere adottare la configurazione a 5 porte che negli anni ’90 era diventata attuale anche sulle utilitarie di classe “mille”. La 990, pur mantenendo la carrozzeria a tre porte si presentava come la versione di Bertone leggermente allungata e resa più aerodinamica da qualche intervento al padiglione. Il risultato estetico era accettabile, ma non brillante come quello che 20 anni prima aveva permesso alla Innocenti di continuare a produrre sostanzialmente per 4 lustri modelli con la stessa carrozzeria. Il tentativo di ringiovanire la Mini che ormai della Mini originaria aveva perso anche il nome aveva portato l’Innocenti ad adottare sulle nuove vetture dotazioni di serie soddisfacenti (interni in panno, alzavetri elettrici, aria condizionata a richiesta sulla 990, verniciature bicolore) nella speranza che potessero supplire ai limiti di un progetto “anziano”. In effetti la 990 non ebbe il successo sperato, mentre la Small 500, con la carrozzeria di Bertone non modificata e con una filosofia molto utilitaria, simile a quella che aveva contraddistinto la MiniTre e la 650 continuava a vendere sufficientemente.



 

Immagine pubblicitaria per il lancio della 990 e la Small 500

L’ultima Small e l’ultima 990 escono dalle catene di Lambrate il 31 marzo del 1993. Le ore 17.30 di quel giorno segnano la chiusura definitiva degli stabilimenti di Lambrate, ormai integralmente passati al gruppo Fiat. I dipendenti della vecchia Innocenti vengono riassorbiti dalle amministrazioni comunali o rimangono cassaintegrati fino al raggiungimento dell’età minima pensionabile.

Il 31/3/93 segna quindi il momento della fine della produzione dello storico stabilimento di Viale Rubattino a Milano che operava dal 1935. Diversi progetti di smantellamento e riutilizzo dell’area industriale Innocenti sono stati analizzati dalle amministrazioni comunali, ma nessuno ha ancora preso piede.

Nello stesso anno De Tomaso che deteneva ancora parte del pacchetto azionario della Innocenti viene colpito da Ictus e per salvare la Maserati cede in blocco tutto il complesso Maserati Innocenti alla Fiat Auto.

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