Storia della Innocenti - Andrea Gallazzi


I. FERDINANDO INNOCENTI, IMPRENDITORE
II. COME ERA

III. EVOLUZIONE A LIVELLO NAZIONALE DELL'IMPRESA
IV. LA PRODUZIONE BELLICA
V. LA INNOCENTI SAFTA
VI. LA RICONVERSIONE DELLA PRODUZIONE
VII. RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE – GENESI DELLA LAMBRETTA
VIII. LA SVOLTA AUTOMOBILISTICA e GLI ANNI ‘60
IX. L’INNOCENTI : VICENDE DEGLI ANNI ‘60
X. LA GESTIONE BRITISH LEYLAND
XI. IL CROLLO DELLA GESTIONE LEYLAND
XII. LA GESTIONE DE TOMASO

XIII. L’AVVENTO DELLA GESTIONE FIAT
  
XIV. LA FINE

 XIV. LA FINE


Il marchio Innocenti rilevato quindi dalla Fiat. Se per il marchio Maserati il destino è quello del rilancio (viene legato al marchio Ferrari all’interno del gruppo Fiat) al marchio Innocenti il destino riserva un’altra sorte: per qualche anno, fino al 1997 col marchio Innocenti vengono commercializzati in Italia i modelli fabbricati all’estero della Fiat. La Koral (fabbricata dalla Zastava slava su base fiat 127) viene importata fino a quando la situazione internazionale non permette più la produzione nella ex Jugoslavia. La Elba (la vecchia fiat Duna Week-end) e la Mille (la vecchia Uno) rimangono in listino fino all’inizio del 1997. Vengono poi sostituite dalla Palio che, pubblicizzata a livello mondiale come world-car di casa Fiat non si ritiene conveniente vendere in Italia con il marchio Innocenti. Viene anche commercializzati il Porter, versione con allestimenti turistici del minivan costruito da Piaggio su licenza Dhaiatsu.

 

Innocenti Mille e Innocenti Yugo Koral

La rete dei concessionari viene dissolta e l’assistenza accorpata a quella della Fiat. L’immagine del marchio Innocenti dopo la commercializzazione della Elba e della Mille ha perso molti punti in quanto il mercato vedeva le vecchie fiat vendute ora con il marchio Innocenti come un prodotto riciclato, decretandone uno scarso successo nonostante il prezzo di vendita molto conveniente. Oggi il marchio Innocenti, così legato alla storia della meccanica e dell’industria automobilistica Italiana sonnecchia con lo storico rivale, il marchio Autobianchi, nel portafoglio dei marchi inutilizzati di “mamma Fiat”, in attesa che qualche esperto di marketing pensi ad un rilancio di un marchio con molta storia sulle spalle.

L’unica parte della vecchia Innocenti oggi funzionante, la metalmeccanica pesante INNSE (Innocenti Santeustachio) presse ancora operante nell’area di Viale Ribattino a Lambrate, confluita nella Finmeccanica insieme alla Sant’eustachio nel 1971 e poi nel Gruppo Manzoni, sembra destare preoccupazioni per problemi finanziari.

Oggi gli stabilimenti di Lambrate, ormai in stato di fatiscenza e abbandono, in parte abbattuti, portano la pesante testimonianza di 70 anni di storia travagliata, di successi e di fallimenti, di scontri e di vittorie, di potere capitalistico e di potere operaio, di una famiglia di imprenditori italiana e della loro fabbrica, di joint ventures, di grandi gruppi industriali protagonisti della storia industriale Italiana, di grandi prodotti che hanno sviluppato e motorizzato l’Italia e di famiglie che alla Innocenti hanno legato la propria vita, il proprio sostentamento, la propria formazione. Settant’anni di storia Italiana, settant’anni di storia di Milano.

   Lo stabilimento INNOCENTI Innse oggi