Storia della Innocenti - Andrea Gallazzi


I. FERDINANDO INNOCENTI, IMPRENDITORE
II. COME ERA

III. EVOLUZIONE A LIVELLO NAZIONALE DELL'IMPRESA
IV. LA PRODUZIONE BELLICA
   V. LA INNOCENTI SAFTA
VI. LA RICONVERSIONE DELLA PRODUZIONE
VII. RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE – GENESI DELLA LAMBRETTA
VIII. LA SVOLTA AUTOMOBILISTICA e GLI ANNI ‘60
IX. L’INNOCENTI : VICENDE DEGLI ANNI ‘60
X. LA GESTIONE BRITISH LEYLAND
XI. IL CROLLO DELLA GESTIONE LEYLAND
XII. LA GESTIONE DE TOMASO

XIII. L’AVVENTO DELLA GESTIONE FIAT
XIV. LA FINE

 V. LA INNOCENTI SAFTA


Innocenti, che dal 1933 impersonava l'idea dei tubi, volle nel 1936 realizzare uno stabilimento per la loro costruzione. Mussolini che voleva realizzare un centro industriale ad Apuania suggerì ad Innocenti il punto in cui dovesse nascere lo stabilimento produttivo cosicché Innocenti chiese ed ottenne i finanziamenti atti ad impiantare la nuova SAFTA (società anonima fabbricazione tubolari acciaio).

Il capitale fu composto da un pacchetto azionario di minoranza alla Dalmine e di maggioranza alla Innocenti.
Nel 1939 furono iniziati i lavori di costruzione dell'impianto per la fabbricazione di tubi senza saldatura che si conclusero nel 1942 con l'avvio, anche se parziale, della fornitura di tubi.

Il complesso di circa 495.000 mq consisteva in 4 capannoni longitudinali paralleli e 3 trasversali che inglobavano 3 laminatoi di diverse lunghezze. Alla direzione e all'organizzazione dello stabilimento, in cui lavoravano oltre 500 operai, venne chiamato il lussemburghese ing. Alberto Calmes, esperto nella costruzione di tubi, che aveva acquisito una notevole competenza tecnologica in Germania da dove però era fuggito per motivi politici.

I tubi, grazie all'ingegno di Calmes vennero così prodotti direttamente dai lingotti anziché dai costosi laminati e poi saldati. La produzione però rimase allo stato iniziale in quanto Kesserling, nella ritirata, trasportò parte delle attrezzature industriali in Germania e semidistrusse le unità operative.

Nel novembre 1948 iniziò la produzione, dopo una rapida ricostruzione, fornendo tubi per perforazioni petrolifere, per condotte, metanodotti e gasdotti. Nel 1948 la Dalmine entrò in possesso dell'intero pacchetto azionario trasformando la SAFTA nella sua seconda grande unità produttiva.

 

Tornando agli anni della II Guerra Mondiale era chiaro che gli eventi bellici potevano segnare un consistente impegno della Innocenti nella costruzione di impianti per la costruzione di proiettili; infatti si era già pensato alla costruzione di un enorme proiettificio negli stabilimenti di Lambrate, per diventare uno dei più grossi fornitori del Ministero della Guerra.

Il Ministero della Guerra aveva a sua volta elaborato un piano per la fornitura di proiettili dislocandone le unità produttive in diversi arsenali.

Il primo fu il progetto Guerra I (G I) a Tor Sapienza (Roma), complesso per la produzione di circa 40.000 proiettili giornalieri. Il G I fu realizzato dalla Innocenti. La gara di appalto alla quale parteciparono anche grandi industrie del calibro di Fiat e Falck fu vinta dalla Innocenti  in quanto dava maggiori garanzie sul rispetto dei tempi richiesti.

Il progetto venne completato tra il 1939 e il 1940 come richiesto, cosicché Innocenti riscosse fiducia ed ammirazione tanto che gli vennero affidate le costruzioni (tra il 1940 e il 1941) del Guerra II e Guerra III a Milano.

Il Guerra III venne allestito con i macchinari provenienti da Guerra I dopo lo sbarco degli americani.
Il Guerra II copriva una superficie di 75.000 mq e venne edificato nell'area tra Via Tanzi, Via Bistolfi, Via Pitteri, Via Trentacoste.

Nel Guerra II si costruivano anelli per granate in rame sinterizzato (brevetto tedesco).
Il Guerra III fu iniziato nel 1941 per produrre (su brevetto tedesco) bossoli estrusi in acciaio per far fronte alla carenza di rame.

La costruzione fu bloccata, dagli eventi dell'8 settembre 1943 a due terzi della realizzazione.
Il complesso era costituito da 4 grandissimi capannoni due dei quali già attrezzati con presse fornite dai tedeschi per l'estrusione dei bossoli.

 



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