Il cambio alla presidenza della società da Ferdinando a Luigi Innocenti
avviene in un periodo particolare della storia politica, sociale ed
economica di questo paese Ferdinando muore nel 1966 e Luigi Innocenti
diventa il Presidente dell’azienda.
Il Sindacato
Va ricordato che l'Innocenti, fin dal suo nascere, è sempre stata
un'azienda fortemente politicizzata in cui il sindacato era in grado di
mobilitare in poche ore la massa operaia. In quei tempi ci si batteva
per ottenere condizioni di lavoro più umane e vantaggi reali; molte
volte sventolando la bandiera dell'uguaglianza spesso le semplici e
sacrosante richieste venivano trasformate in lotte di classe. Queste
agitazioni, purtroppo molto spesso, credendo di raggiungere l’obiettivo,
usavano come mezzo quello di danneggiare la produzione e di sottrarre di
conseguenza risorse agli investimenti e alla ricerca. Verso la fine
degli anni ’60, con le manifestazioni dell’”Autunno caldo” non passava
settimana senza che l'azienda dovesse subire scioperi e cedere alle
richieste sindacali che talvolta assumevano pero l’aspetto di ricatti.
Ormai la situazione sindacale condizionava anche le scelte dell'azienda.
Lo scooter
Gran parte dei tradizionali utilizzatori dello scooter, visto come
veicolo utilitario, si erano orientati all'acquisto di automobili di
piccola cilindrata ; la Fiat 500, nel 1967, aveva raggiunto un
grandissimo grado di affidabilità e di comfort (relativamente alla sua
classe) e veniva posta in vendita al prezzo record di Lit. 475.000
mentre la Innocenti Lambretta SX 200 ne costava ben 219.000! La popolare
vetturetta torinese era conveniente anche nei consumi, non molto
distanti da quelli della Lambretta.


Lambretta 200 SX e un immagine pubblicitaria
La richiesta di scooters, in lento ma inesorabile calo, non era
sufficiente a sostenere una produzione così articolata e a sviluppare
nuovi progetti. La produzione totale di veicoli (scooters, ciclomotori e
furgoni) da 144.000 unità annue nel 1963 è gradualmente scesa a 107.105
nel 1966, a 84.885 nel 1967, a 82.121 nel 1968 e a 62.209 nel 1969.
L'Azienda
Venendo a mancare la figura carismatica del fondatore, che rinunciava a
mantenere al proprio posto i suoi più stretti collaboratori, questi,
anziché operare sinergicamente, cercarono di egemonizzare la gestione
dell'azienda. Con 'appoggio del neo presidente Luigi, questi personaggi
di grande capacità manageriale e di forte carattere, non sentendo lo
scooter una propria creatura, come lo era il "vecchio pioniere", non
cercarono di sviluppare la progettazione nella direzione che i tempi
richiedevano e cioè l'industrializzazione di un progetto ormai diventato
troppo costoso. Alla Piaggio, che pure soffriva della stessa situazione
di mercato, robotizzando le linee di montaggio grazie ad un progetto che
già in origine risultava facilmente adattabile alla tecnologia
automobilistica, riusciva, anche con il massiccio intervento finanziario
della Fiat, a superare questo periodo molto difficile per il settore
Gradualmente, all' interno, chi si sentiva troppo legato alla
leggendaria Lambretta e con nostalgia ne riproponeva lo sviluppo,
risultava perdente rispetto a chi vedeva nell'auto la sola via per il
rilancio dell'azienda. Storicamente non esistono casi di aziende che
siano passate con fortuna dal settore motociclistico alle quattro ruote.
Alcune come la Triumph, la BMW e la DKW, pensarono alle automobili già
all'inizio quindi svilupparono la propria tecnologia e ricerca
parallelamente.
Nel 1967, ci si affida a Nuccio Bertone per rinnovare la linea della
Lambretta. La produzione si concretizza già nel gennaio 1968 con il
modello DL nelle cilindrate 125-150 200, inoltre, con base meccanica
derivata dallo J 50, viene messo in produzione un nuovo ciclomotore il
LUI di 50 e 75 cc con la linea totalmente originale, sempre dello stesso
stilista torinese, che uscirà dalle linee di montaggio nel marzo del
1968. Malgrado quest'ultimo tentativo di modernizzazione della linea
estetica della Lambretta, che però manteneva sostanzialmente inalterata
la parte meccanica, sino dal 1968 era chiaro alla Innocenti che la
sospensione della produzione degli scooters sarebbe stata solo una
questione di tempo.

La IM3 e il LUI nell’immagine promozionale
Nel 1971 Luigi Innocenti che, per ragioni di salute, non poteva essere
presente in azienda come la difficile situazione del momento richiedeva,
abbandonava il campo. L'ultimo modello della Lambretta DL finiva di
essere prodotto nell'aprile dello stesso anno, il J 50 il mese
successivo ; i motofurgoni nelle diverse versioni invece vennero
prodotti fino a dicembre in un discreto quantitativo. Il totale dei
veicoli prodotti nel 1971 risultarono essere 11.222 di cui 3.400 DL,
2.153 J50 nella versione De Luxe e Special e 5.669 motofurgoni dei quali
gli ultimi 72 completati nella prima decade di gennaio del 1972.
Dal 1969 inoltre Bertone e Michelotti stavano studiando modelli per la
prima autovettura totalmente prodotta dalla Innocenti. Il modello 750,
con un motore nuovo e altamente innovativo.
Nel 1971 il settore della meccanica pesante è ceduto alla Finsider
(gruppo IRI) che, fondendo la Innocenti meccanica pesante e la
Santeustachio di Brescia, costruirà un forte complesso per la produzione
di macchine utensili pesanti e impianti per la siderurgia. Tuttora a
Lambrate sorge la “INNSE presse” ancora oggi azienda satellite del
Manzoni Group S.p.A.
Per il settore autoveicoli Luigi Innocenti stipula, nel 1971, un accordo
con le organizzazioni sindacali impegnandosi in un programma che
garantisca il settore stesso in futuro: sono previsti investimenti pari
a circa 10 miliardi di lire nel giro di due anni, con cui razionalizzare
e sviluppare gli impianti.
Nel 1972 anche le linee della Lambretta vennero vendute alla SIL
Indiana, dove la Lambretta, col nome di Grand Prix e con modifiche
marginali, fu prodotta per altri 20 anni. La cessione delle linee della
Lambretta causa un ingente spostamento di manodopera dal settore
motociclistico a quello automobilistico e causa gravi conseguenze anche
alla situazione dell’Indotto che per anni aveva fornito componentistica
per lo scooter Innocenti.
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